Visualizzazione post con etichetta rime. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta rime. Mostra tutti i post

domenica 4 maggio 2014

PAROLE

Dolci,
affilate,
borbottate,
incomprensibili.
 
Parole.
 
Piene di rancore,
sussurrate,
subdole,
avvolgenti.
 
Parole.
 
Ti accolgono,
ti confortano,
ti gettano nella disperazione,
ti travolgono.
 
Parole.
 
Ci sorprendono,
ci terrorizzano,
ci spiazzano,
ci piacciono.
 
Parole.
 
Elementari,
colte,
colpevoli,
amorevoli.
 
Parole
che ci cambiano,
ci sollevano,
ci colpiscono al cuore,
ci rapiscono.
 
Cristina

mercoledì 26 marzo 2014

Stanchezza....

Stanca.
Occhi stanchi.
Spalle stanche.
Piedi stanchi.
La mente: stanca.
I polpacci,
le mani
e persino i capelli....
stanchi anche quelli.
Bevo il latte
e sono stanca.
Mi alzo e sbadiglio....
Leggo sbadigliando,
sbadiglio parlando,
mangio, bevo e sbadiglio...
Mi stiro, mi massaggio,
mi pizzico per svegliarmi
da questo torpore.
Torpore...
Devo riposarmi,
dormire, poltrire,
oziare, vagabondare.
Voglio fare sonnellini,
stare un'ora nella vasca,
alzarmi solo se non ho più sonno....
Vagare, senza meta e senza fretta,
per strade che non portano da nessuna parte.

Cristina
 
 
 

domenica 23 marzo 2014

La primavera

 
Nonostante ora piova
e prima grandinasse,
la primavera è arrivata.
Fiori, colori, profumi.
Desiderio di aria pulita,
di cambiamento,
di leggerezza.
Oggi, mettendo una mollettina
tra i capelli,
ho rivisto, per un istante,
l'immagine di me stessa
da bambina.
Sono uscita di casa
e una folata di vento
ha spostato il cappuccio
della giacca
che tenevo sulla testa.
Il profumo nell'aria
ed il sole
asciugano per un po'
la fatica del mio corpo.
Ogni desiderio si rinnova,
ogni essere umano aspira
alla vita.
 
Cristina
 
 





giovedì 9 gennaio 2014

Finora

Finora ho vissuto.
Abbastanza da poter dire
che l'importante è la salute.
Che ognuno tira l'acqua al suo mulino.
Che la verità è ben nascosta.
Che ci si capisce solo se si vuole.

Che i desideri fanno male.
Che la felicità passa in un attimo.
Che non siamo padroni delle nostre vite.
Che ci è stato assegnato un ruolo.

Che le nostre preghiere poche volte vengono accolte.
Che spesso si riceve aiuto da persone inaspettate.
Che la saggezza si conquista a fatica.
Che la mente ricorda il dolore
e tende a dimenticare il piacere.

Che tutto scorre e continua,
nonostante le tue pene.
Nonostante la tua felicità.

Che è meglio non aspettarsi niente.
Che è meglio essere più cinici.
Che non dobbiamo farci rubare le nostre energie.
Che è meglio donare il nostro tempo
per essere di aiuto. Quando si hanno energie.

Che non dovremmo buttare il tempo
per fare ciò che non si vuole.
Che il sole cura molte ombre.
Che la vita scorre su di noi
e lascia segni sul volto.

Che il tempo ti trasforma
e tu devi trasformare il tuo tempo.

Cristina


domenica 5 gennaio 2014

Aspettando la Befana.....



Cara Befana,
spero che tu ci porti un giorno, un mese, un anno ed anche più di leggerezza!
Dentro la tua calza, non mettere noia, dolore, paura, amarezza.
Insieme ai doni colorati e saporiti,
aggiungi i nostri desideri fioriti.
Il carbone quest'anno portalo a quelli che se lo meritano davvero,
oppure regalalo a quelli che devono riscaldare il freddo nero.
E senti, non per farmi gli affari tuoi,
ma ti possiamo regalare altri vestiti, se vuoi.
Così sembri proprio una povera pensionata italiana,
mentre, con una colletta, potremmo comprarti una nuova sottana.
Insomma, fai felici i bambini con giochi tanto agognati,
ma ascolta anche i sospiri di tanti adulti sfiduciati!!!

Cristina



martedì 26 novembre 2013

L'omino

L'omino

C'era un omino, piccino, piccino,
attaccato da sempre al suo tavolino.

Una o due mogli, molte avventure,
e ancora progetti e imprese future.

Sperava ancora, nonostante l'età,
di godersi a pieno la sua libertà.

Aveva amici, vicini e lontani,
a cui raccontare del suo domani.

Ma alcuni  seri e tetri uomini di legge
spezzarono il suo entusiasmo in schegge.

Il povero omino, seppur disperato,
non rinunciò a combattere il fato.

In una riunione nella sua casetta,
lanciò un anatema, in tutta fretta.

"Oh voi, mala gente che osate sfidarmi,
non avete ancora idea delle mie armi."

Così, disse sprezzante l'omino.
tirando fuori dalla tasca il suo temperino.

"Con questa spada antica e possente,
ingaggerò in mia difesa tutta la gente."

Gli amici, presi da grande stupore,
provarono in cuor loro un grande dolore.

L'omino, che era stato un valente oratore,
sembrava ora in preda ad un raro malore.

Ora l'omino col temperino camminava
per una strada che a un albero portava.

"Questa sarà da oggi la mia dimora e fortino,
in cui mi difenderò da ogni malandrino."

                                                                              Cristina

domenica 10 novembre 2013

Piove......

.
Visti gli attuali cambi climatici e le attuali condizioni metereologiche,
                                                    mi è venuta questa poesia strampalata.


Piove
Piove sul mio tetto:
la catinella dove la metto?
Piove, piove
piove e tira vento.
Piove dal lucernaio,
se continua, passerò un guaio.
Piove sulle foglie ingiallite,
cadono gocce come dinamite.
E piove sul prato,
entra acqua da ogni lato.
Odo rumori da fuori,
quest'acqua distrugge tutti fiori.
Scendono gocce dal camino,
pare un tifone vicino.
Scrosci leggeri, pesanti,
continuano a piovere gocce giganti.
L'odore di pioggia, di fumo, di muffa,
il mio corpo si cosparge di "Uffa!!".
Ma piove e non smette,
le mie scarpe col tacco chi se le mette? 
Cielo grigio, asfalto grigio, volto grigio.
Dolori reumatici,
come ossa sotto pneumatici.
Piove sulle tamerici,
ma ha fatto seccare le radici.
Piove e non cessa,
la pelle si idrata, diventa lessa.
Piove.

Cristina

(molto liberamente tratto da "La pioggia nel pineto" di Gabriele D'Annunzio)



lunedì 30 settembre 2013

Il viaggio

Il viaggio

Fermi, su un treno.
Motore acceso.
Ritardo.
Leggi, guardi al finestrino.
Ti agiti, ti alzi.
Non succede niente.
Aspetti un cenno, un movimento.
Non succede niente.
Il nulla, senza motivo.
Un treno nuovo, la meta stabilita.
Ma, niente.
Ansia.
Potresti non partire. Mai.
Potresti non arrivare. In nessun luogo.
Rabbia, disperazione.
Delusione.
L'attesa ti consuma.
Basta: scendo.
No. Sto qui e attendo.
Si raccolgono le forze.
Ansia trasformata in speranza.
La calma torna, a gocce.
Un senso di rassegnazione, 
misto a vuoto.
Il treno è ancora fermo.
Attesa. 
Il treno, prima o poi, partirà.
Il tempo è passato.
La meta non è più quella.

Cristina



mercoledì 7 agosto 2013

Dialogo interiore

Essere uno.
Essere in due.
Beh, essere uno e mezzo.
Come?!
Sì, non solo e non in compagnia.
Non capisco....
A volte, nei ritagli di tempo si è in due.
Ma non si può dire. Nè fare.
E perché?
Perché deve essere segreto.
Non è possibile farsi vedere, se ti conoscono.
No....
Eh, sì. E' così.
Non è tanto strano. Molta gente vive così.
Vite parallele e nascoste.
E si riesce? Nessun coinvolgimento?
A volte.
Ci vuole freddezza e distacco.
E astuzia. Quella che molti non vorrebbero usare.
Che durata ha questa condizione?
Fino a che l'anima più debole  non si consuma.



sabato 29 giugno 2013

Una vita


Voglia di andare,
paura di partire.
Desiderio d'amore,
di un abbraccio,
paura di avvicinarsi.
Curiosità di scoprire,
di sapere, di condividere.
Essere incapaci
di mostrare ciò che sei.
Una vita nascosti
in una celletta,
in un castello,
in una prigione dorata.
Bisogno di aiuto,
orgoglio che non chiede.
La pena letta nei volti
degli altri
diventa un freno grigio.
Catene che di rado
allentano la loro presa.
Catene invisibili
eppur reali.
Il corpo avvolto,
la mente costretta,
il cuore che vuole
aprirsi un varco.

Cristina


sabato 8 giugno 2013

Le donne in nero

Mi è venuta in mente questa mattina
una cosa che mi ha lasciato stranita:
anni fa, si vestiva di nero ogni nonnina.
 
E qualche volta era per un caso della vita
che le donne portavano vesti e fazzoletti neri,
ed ogni femminilità così era smarrita.
 
Ad un tratto, stranamente, pensieri seri:
l'immagine della donna di nero avvolta
non mi ha fatto più pensare a ieri.
 
Ho visto una donna in strada, più di una volta,
con capo coperto, con l'aria dimessa,
ogni tanto con la faccia stanca e sconvolta.
 
Queste due immagini diventano la stessa,
la nonna di ieri e la donna straniera
sono molto simili: donna umile ma indefessa.
 
Allora, in un momento mi son detta, tutta fiera:
le nostre nonne e le odierne donne musulmane
hanno potuto e potranno superare ogni barriera.
 
 


giovedì 14 febbraio 2013

Un pensiero d'amore

Donami un sorriso,
una dolce parola.
Donami una margherita,
con il suo profumo campestre.
Donami una canzone,
con quelle parole che sai.
Donami una di quelle stelle,
che amo osservare la notte.
Donami un'ora, solo per noi due,
per raccogliere i nostri ricordi.
Donami un sogno, tuo o mio,
da realizzare insieme.
Donami un pensiero,
che io capisca che ci sei ancora.
E fa' in modo che io faccia altrettanto,
per te.

Cristina

domenica 20 gennaio 2013

Linee di pioggia

I miei occhi seguono la linea
percorsa da una goccia d'acqua
sul vetro annebbiato della finestra.

Piove.

Le gocce cadono pesanti, forti,
e poi leggere, impercettibili
su tutto ciò che mi circonda.

Piove.

Il cielo grigio, le nubi, la nebbia
nascondono l'azzurro che potrebbe essere,
il cielo sereno è un sogno, una meta.

Piove.

La mia casa è il mio riparo, il mio conforto.
Un rifugio dove coltivare sogni a colori,
una fucina di sfumature che attenuano il grigio.

mercoledì 26 dicembre 2012

FORZA ZIE!!! (versione natalizia)

 
 
*
***
*****
La zia
é una persona
che regali ti dona.
Ti ascolta quando hai bisogno
e ti regala, se hai tempo, un sogno.
A volte è un po' stanca, insofferente,
non sempre ha voglia di stare dietro alla gente.
Ma, nel momento più opportuno, sa essere presente,
sa aiutare, capire, coccolare e, forse, anche un po' consolare.
E anche se a volte può sembrare assente, sbadata, incoerente,
non vi fermate alle apparenze ed indagate per capire che le passa per la mente.
Insomma, ascoltate:
se delle zie vi fidate,
fatele sentire amate.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
°°°°°°°°°°°°°°°°°
Cristina

mercoledì 21 novembre 2012

La routine dei paesini....

IL PAESINO

C'era un paesino, isolato e carino,
dove ogni persona era un vicino.

Situato nel verde e soleggiato,
accontentava il mite e l'agitato.

Regnava la pace e la fraternità,
e le cose eran fatte con generosità.

Tutti allegri, felici e giocondi,
che pareva il centro di tutti i mondi.

C'era un omino alto e snello,
che faceva la corte ad ogni culo bello.

C'era la moglie che, senza colore,
passeggiava e controllava a tutte l'ore.

C'era una donna, lunga e secca,
che con i mariti faceva cilecca.

C'era altra moglie con faccia tonda e gran naso,
che rubava stivali, tappeti e qualche vaso.

C'era un uomo mite e maritato,
che spalmava la moglie di burro e gelato.

E una tipa, bassa e sgraziata,
che aveva due uomini ogni nottata.

Una signora, che criticava i fatti,
rispettava poco gli abitanti e molto i gatti.

Un ometto vecchio e sdentato,
adescava le vecchiette nello scantinato.

Un giovanotto furbo e belloccio,
non parlava senza farsi un goccio.

E un paesano, gran lavoratore,
fischiava tranquillo a tutte l'ore.

Una famiglia forestiera,
aveva case in montagna e in riviera.

Insomma, tutti bravi ed amiconi,
bastava non scoperchiare i loro pentoloni.


Cristina






venerdì 28 settembre 2012

PRESENZE


Il tuo viso mentre partivi in motorino,
i fiori che mi regalasti, profumati,
la festa a sorpresa per il mio compleanno,
una cartolina per dire "ti penso".

Un "grazie" detto sorridendo,
una passeggiata nel sole,
i consigli che mi hai dato, saggi,
l'abbraccio che mi ha riscaldato.

Una telefonata per dirmi che ci sei,
parlare di quanto siamo simili, nel bene e nel male,
un'offerta di aiuto, fatta di nascosto,
una voce, calma, senza giudizio.

Una lacrima che mi hai asciugato,
una risata che hai condiviso,
la corsa pazza in bicicletta,
un invito che tardava ad arrivare.

Un offerta inaspettata e desiderata,
l'aiuto fedele e costante,
un orecchio prestato a me mentre lavoravi,
la tua presenza lontana, ma viva.

Molti occhi, molte voci, molti cuori.

Cristina


venerdì 14 settembre 2012

IL SUONO DELLA NOTTE

Il suono della notte
è il suono del cuore che batte.
Accelera, rallenta,
vuole fuggire.
Il suono della notte
è il sottofondo della tv
che narra vicende di guerra.
Il suono della notte
è il silenzio fuori dalla finestra
interrotto da passi ovattati.
Il suono della notte
è la voce interna che non smette di parlare,
racconta di desideri e paure nascoste.
Il suono della notte
è il continuo fluire dei pensieri
che, diventando immagini, passano.
O vogliono restare.
Il suono della notte
siamo solo noi,
che cercando la quiete
facciamo rumore.......

Cristina

mercoledì 29 agosto 2012

Preghiera di un insegnante

Mi sto agitando e so perchè:
la mattina non potrò bere tranquilla il té.

Tra pochi giorni, qualche ora,
tornerò a "fare quella che lavora".

La qual cosa, mi piacerebbe tanto,
se non mi provocasse un gran pianto.

Tutti credono che fare l'insegnante,
sia un lavoro facile ed invitante.

Insegnare ad adolescenti ribelli,
fa perdere cervello e capelli.

Urlare a mattine intere,
fa venire voglia di darsi al bere.

Entrare in classi numerose e fatiscenti,
ti fa venire l'orticaria, marcire i denti.

Parlare con presidi, preparare documenti,
disorienterebbe anche le più sane menti.

Beh, che vi devo dire, che dovrei fare?
Lo so, oggi c'è di peggio da guardare.

Ma, sentite, ve lo dico seriamente.
Avete una soluzione da adottare immediatamente?

Se avete un posto da commessa o contadina,
sono a disposizione anche domattina.

Se, in un caso fortunato, vorreste una che scrive,
sono disposta anche a parlare di piante ed olive.

Allora, accetto proposte, accetto consigli,
mi basta di  non insegnare a urlanti figli.

Cristina


lunedì 13 agosto 2012

SOGNARE....


Sognare non costa niente,
è un passatempo per molta gente.

Sognare di abitare in riva al mare,
vivere passeggiando, pescare.

Sognare di allevare cavalli e galline,
raccogliere pomodori tutte le mattine.

Sognare di respirare l'aria pura del mattino,
alzarsi dal letto con un amore vicino.

Sognare di cene fatte in casa,
di torte con panna montata.

Sognare, senza televisione nella testa,
e fare di ogni giorno una festa.

Sognare che ognuno faccia il suo dovere,
per non creare a nessuno un dispiacere.

Sognare il viaggiare, senza fatica, senza paura,
e non essere circondati da dolore e spazzatura.

Sognare......



sabato 14 luglio 2012

Piccola pausa

Solo due brevi righe per dire
che è venuto il tempo di partire.

Pochi giorni, poche ore,
ma piene di immagini e colore.

Ma se è bello il viaggiare, il partire:
partire non è un po' come morire?

Le sensazioni si affollano, prendono forma,
ma questa settimana, sicuro, lascerà un'orma.

Allora, dai, via, una nuova esperienza,
da cui non si torna con meno sapienza.



Scusate le rime: solo per dire che per una settimana non sarò a casa!!!!!!!
Cristina